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luke36

Elio de Angelis

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Cara Ciccia, mi ricordo che poi chiamai Ridley, e gli dissi "cosa facciamo?" e lui mi disse "chiama Al, John e Jack e facciamo una petizione". Jack Brabham seguiva Geoff in America e non poteva tornare. Invece Al Unser, che faceva solo la Royal Crown venne insieme a John Surtees per parlare con Balestre. Fu un pomeriggio triste e difficile, ma si decise per la chicane. La morte di Elio non era stata in vano.

Ricordo che Gordon non riusciva a faresene una ragione. Si sentiva triste ovviamente ma lo perseguiva il senso di colpa addossato da chi gli diceva "hai progettato una bara". Al telefono con Adrian, si convinse a mollare e tutto e andare da qualcuno che lo valorasse di più, così se ne andò da Ron per vincere.

 

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da bambino mi piaceva il suo casco in stile Mazinga!
ricordo la notizia al TG... mi rimase impress la vettura di Prost ferma nei pressi del luogo dell'incidente.
da quel giorno del 1986 a quei giorni del 1994 passano solo 8 anni, ma ripensandoci sembra un secolo. più di quanto mi sembra sia passato da imola 94 a Suzuka 2014. si sa, la percezione del tempo è molto volubile..

"al, john e jack" mi ha strappato un sorriso..

Modificato da The Corkscrew

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Credo sia l'età. Io, nato nel 1981, nel 1994 mi sembrava che le gare del 1987 fosse un secolo fa. Ora guardo le gare di Schumacher e mi sembrano l'altro ieri. Fino al 1986, gli incidenti mortali erano relativamente frequenti in F1. Credo che lo shock del 1994 fosse dovuto al fatto che ormai la morte sembra ormai lontana dalla F1, basta pensare agli incidenti di Dalmas, Donnelly, Piquet, Berger, Mansell, Senna, Warwick, Verstappen e altri.

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Credo sia l'età.

 

contateci e più va avanti più il tempo accelera, me ne sono accorto 10 anni fa ed oggi corre il doppio <_>

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Non sono gli anni il problema, sono i chilometri.:zizi:

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Credo sia l'età. Io, nato nel 1981, nel 1994 mi sembrava che le gare del 1987 fosse un secolo fa. Ora guardo le gare di Schumacher e mi sembrano l'altro ieri. Fino al 1986, gli incidenti mortali erano relativamente frequenti in F1. Credo che lo shock del 1994 fosse dovuto al fatto che ormai la morte sembra ormai lontana dalla F1, basta pensare agli incidenti di Dalmas, Donnelly, Piquet, Berger, Mansell, Senna, Warwick, Verstappen e altri.

 

Non ricordo l'incidente di Dalmas, invece per quanto riguarda Senna rammento una uscita di pista con ribaltamento abbastanza innocua a Città del Messico, ma nient'altro. Su una cosa però si può essere ottimisti, gli incidenti col fuoco sono praticamente spariti e quelli realmente pericolosi al giorno d'oggi sono quelli con urti e grandi decelerazioni. L'incendio di Verstappen mi pare sia avvenuto proprio nel 1994, dopo quindi l'indicente di Senna. Ma quelli sono problemi cercati e voluti dai regolamenti che sostanzialmente imponevano il rifornimento, aumentando i rischi. Fortunatamente non ci sono più, anche se ogni tanto vien fuori qualcuno che li vuole rimettere per l'ennesima volta.

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Credo sia l'età.

 

contateci e più va avanti più il tempo accelera, me ne sono accorto 10 anni fa ed oggi corre il doppio <_<

 

 

E' veramente preoccupante questa cosa, il tempo è diventato una giostra impazzita da cui mi piacerebbe riuscire a scendere!

Dal 2006 al 2016 mi sembra trascorso un batter di ciglia, dall'1986 al 1996 un era geologica. Se penso che l'anno prossimo sono vent'anni che Villeneuve ha vinto il mondiale mi prende un coccolone! Che fine ha fatto questo pezzo della mia vita?!?

Poi io prendo molto spesso come punti di riferimento temporale la Formula 1, i suoi campioni e i suoi eventi fondamentali...

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ci sarebbe un modo per risolvere il problema: riempire le giornate di cose nuove ed emozioni, se fai un viaggio (non una vacanza, un viaggio!) ti accorgi che 2 giorni ti sembrano una settimana, è la routine che fa volar via il tempo

 

basta risolvere il piccolo problema di dover lavorare per sopravvivere e sei a posto :up:

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In effetti è vero... Quando morì Senna avevo 15 anni (sono del 1979), ed Elio era morto 8 anni prima, quando ne avevo sette... Tra i due eventi mi sembrava passata un'eternità all'epoca. Io per misurare il tempo mi baso sempre sulle classi scolastiche e sugli eventi della F1. Si vede quanto sia pazza...

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io ho anche un anno "spartiacque" tra storia e preistoria, fino al 1983 è preistoria, dal 1984 è storia. probabilmente per il semplice fatto che da quell'anno la mia mente ha cominciato a incasellare gli avvenimenti in una cronologia, mentre prima non facevo realmente caso a che anno fosse.

detto ciò quando devo ricostruire o riordinare gli eventi del mio passato uso come punto di riferimento i campioni del mondo della formula 1, se mi chiedo "ma in che anno ho cambiato lavoro?" mi dico "allora, era il tal anno perché c'era il tal pilota alla tal scuderia e ha vinto questo o quello". purtroppo vettel mi ha fatto perdere un po' di punti di riferimento...

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Certo però che suonava un sacco bene.

Forse è anche grazie a lui che è nata la mia passione per il piano... Anche mio padre e mio fratello lo suonano. E addirittura quasi tutti i ragazzi di cui sono stata innamorata durante l'adolescenza. Ricordo che veniva anche in TV a suonare... in particolare ricordo una sera che ero sola a casa, la cuoca stava facendo la cena ed io ero sul tappeto davanti al caminetto a giocare con la mia barboncina Yoga. Ad un certo punto gettai uno sguardo alla TV che era accesa e dissero che sarebbe arrivato Elio che si sarebbe messo al piano. Andai a chiudermi in bagno dalla paura, mi sembrava surreale che un pilota andasse in un programma che non avesse a che fare con le corse...! XD

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Interessante, pensa come sarebbe cambiata la storia se avessero preso lui al posto di Gilles

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È un pilota raffinato perchè viene da unottima famiglia romana. Papà costruttore e anche pilota e campione mondiale Off Shore. Da lì la passione per la velocità del figlio.

 

Errore: quella che fa sfogare Elio è la madre Pina. Gli compra la vespa contro il parere di papà Giulio, lo fa guidare, quando ancora non ha letà per la patente, sulla Ferrari del padre. Di notte i due spingono la macchina fuori dal garage e dalla villa per non far rumore e poi si allontanano per trovare spazi liberi e lontani dal traffico per guidare, per mettere le mani sul volante. Intanto Elio continua a studiare il piano e ad allenare le sue mani agili, precise e delicate, quelle stesse mani che a breve impugneranno volanti nei campionati motoristici più importanti. Elio smania, papà Giulio riunisce la famiglia e comunica che la carriera avrà inizio. E De Angelis iunior partecipa alla F3 italiana con le risorse, ingenti, messegli a disposizione dal padre: due monoposto di due marche diverse per poterle adattare al circuito e le gomme migliori che si potessero avere e in quegli anni la differenza tra coperture buone e mediocri era abissale.

 

Partecipa alla F3 e la vince ma non solo grazie ai soldi di papà. Perchè Elio ha anche un gran piede e due mani delicate e precise da pianista che lo aiutano a pennellare le traiettorie. Da lì arriva lopportunità in Formula 1 con la Shadow nel 1979. Settimo al debutto in Argentina e poi ancora a Long Beach nella quarta gara della stagione. Poi tra ritiri e piazzamenti a metà schieramento chiude lanno con il quarto posto a Watkins Glen. Attira lattenzione di Colin Chapman al punto che il leggendario patron della Lotus pagherà di tasca sua per liberarlo dal contratto con la Shadow e averlo nel suo team. Ed Elio lo ripagherà con un secondo posto in Brasile alla seconda gara della stagione. Ad un pelo dallessere, a 21 anni, il più giovane vincitore della storia della Formula 1. Poi una serie di piazzamenti costanti nell80 e nell81 con una monoposto non certo in grado di battagliare con i migliori.

 

Arriva lanno dello sciopero, il 1982. Elio ormai è una presenza costante e apprezzata in Formula 1: stimato da colleghi, team manager e tifosi, apprezzato per quei modi signorili ed educati, per il suo sorriso e per il carattere aperto ed amichevole. E nel 1982 arriva anche la prima, incredibile vittoria. Austria, si corre allOsterreichring, e laltitudine non aiuta i motori aspirati come quello della Lotus che, in teoria, dovrebbero soccombere facilmente. Ma in una gara in cui i primi si ritirano tutti davanti a lui, Patrese per incidente, Piquet per un guasto, Prost col motore in fiamme, Elio si ritrova primo. Con alle spalle la Williams di Keke Rosberg che recupera secondi pesanti ogni giro. Si arriva a due dalla fine con De Angelis che ha poco più di due secondi di vantaggio. Ultimo giro, Elio perde, per problemi al motore, un secondo e mezzo e Keke è lì talmente vicino da riempirgli gli specchietti e gli scarichi. Il romano non molla un metro. Allultima curva Rosberg è talmente vicino che un sorpasso, e la vittoria, sembrano inevitabili; in rettilineo prende la scia, si sposta e si prepara a passarlo prima del traguardo ma è troppo tardi: Elio vince per una ruota di vantaggio, cinque miseri centesimi che valgono la prima vittoria in Formula 1 e lo status di vincente.

Sarà lultimo successo festeggiato da Chapman col lancio del cappello. Il geniale fondatore della Lotus morirà pochi mesi più tardi e qualcosa nel team cambierà per sempre.

 

Ma Elio non cambia di una virgola. Leducazione lo tiene con i piedi per terra e gli fa superare anche stagioni faticose come quella dell83 con dodici ritiri su 16 gare e un misero quinto posto a Monza come miglior risultato. Lanno successivo va meglio: podio al primo GP della stagione in Brasile e poi a Imola, secondo a Detroit, terzo a Dallas il che vuol dire terzo posto nel mondiale alle spalle di Lauda e Prost. Il primo degli altri dietro alla dominante McLaren, 21 punti davanti al compagno di squadra Nigel Mansell.

 

Arriva il 1985 e con il nuovo anno in Lotus arrivano Senna e i suoi sponsor milionari. Che qualcuno paghi per correre non è una novità, dello stesso De Angelis abbiamo detto ai tempi della F3, ma Senna, talento incredibile e testa dacciaio, arriva e diventa il proprietario ombra del team. Anche grazie alla vittoria nella seconda gara della stagione in Portogallo. Elio però ha già raccolto un terzo e un quarto posto e non sfigura davanti alleroe di Monaco di un anno prima.

 

A Imola, la gara successiva alla vittoria di Ayrton, vince proprio lui grazie alla squalifica della McLaren di Prost trovata sotto peso a fine gara.

Elio è in testa al mondiale di Formula 1 con 4 punti su Alboreto con la Ferrari. E al comando ci resta anche dopo la gara successiva ma gli equilibri in squadra cominciano a cambiare. Senna, di due anni più giovane di lui, smania, preme per mostrare tutto il suo incredibile e indiscutibile talento. E non solo. Il peso degli sponsor portati comincia a farsi sentire allinterno del team. De Angelis si trova in una condizione non infrequente nella Formula 1 di quegli anni, quella del pilota a cui vengono date le seconde scelte per pezzi, gomme, motori. Una condizione a cui non era abituato né preparato.

Questo mutato atteggiamento di quella che lui considerava una famiglia lo abbatte. Il sorriso, ora, è più tirato, più incerto e le prestazioni ne risentono. A sette gare dal termine è terzo nel mondiale, lontano da Prost e Alboreto appaiati in testa, ma ben in vantaggio sul compagno di squadra. Che però ha un finale di stagione mostruoso: cinque podi consecutivi con una vittoria, in Belgio, nelle ultime sette. Senna chiude quarto in classifica, De Angelis subito dietro ma soprattutto Elio chiude. Chiude con la Lotus annunciandolo a due gare dal termine.

 

Il romano però un volante, e anche di livello, lo trova pure per il 1986: si accasa alla Brabham di Bernie Ecclestone per sostituire Nelson Piquet facendo da compagno al rientrante Riccardo Patrese. Ma la BT55 soprannominata sogliola per le forme frontali non proprio generose disegnata da Gordon Murray non è nata bene. Difficile da guidare e con un motore, il Turbo BMW, che a causa del posizionamento inusuale per le richieste di Murray tutte volte allaerodinamica, non rende bene ed accentua il già ben noto ritardo nella risposta dellacceleratore che da sempre è un marchio di fabbrica, certo non graditissimo, della casa bavarese.

 

Elio comincia la stagione con un ottavo posto e poi collezione tre ritiri in fila. Patrese fa poco meglio: tre ritiri e un sesto posto senza aver finito la gara. La Brabham deve trovare una soluzione e dopo un disastroso GP di Monaco fa rotta verso Le Castellet per una sessione di test. Cè da trovare una soluzione ai mali della BT55.

 

Elio guida fino al Paul Ricard, non troppo distante dal principato. Sarà lui, e non Patrese come inizialmente previsto, a provare la macchina. Il circuito è quello nella vecchia configurazione con il rettilineo del Mistral lungo un chilometro e ottocento metri. Un circuito che fa paura e chiede rispetto. De Angelis comincia a girare e a spingere. Alla velocissima s de la Verriere lala posteriore si stacca a 270 allora, la sua BT55 è incontrollabile, picchia sul guard rail, rimbalza in aria e poi finisce rovesciata sullasfalto cinquanta metri più in là. E prende fuoco. Subito si fermano Prost, Laffite, Jones e Rosberg. Alain si infila nelle fiamme per provare a tirare fuori Elio ma non ci riesce. Gli altri piloti cercano estintori per spegnere lauto, i commissari non hanno tute ignifughe e non si avvicinano. Il serbatoio della Brabham esplode appiccando il fuoco ad uno dei pini che costeggiano la pista francese.

La macchina viene girata ma ci vuole tempo per spegnerla e per estrarre Elio. Molto tempo, troppo tempo. Così come per larrivo dellelicottero. De Angelis viene portato in ospedale a Marsiglia dove morirà 29 ore più tardi. Morirà per aver respirato i fumi roventi e tossici della sua macchina. Nel terribile impatto e nel rogo successivo aveva riportato appena una frattura alla clavicola e alcune bruciature lievi alla schiena.

 

La sentenza è chiara: Elio se nè andato per misure di sicurezza inesistenti, impreparazione, lentezza nei soccorsi. Niente di più di questo. Il mondo della F1 è sotto shock: il rettilineo del Mistral verrà accorciato per la gara, verranno finalmente stabilite norme e regole di sicurezza anche per i test che comprenderanno la presenza dellelisoccorso in pista. Ormai però i buoi sono scappati dalla stalla: per Elio, per le sue mani da pianista e per il suo sorriso, per la sua anima gentile e raffinata e per il suo cuore da pilota di razza è già troppo tardi.

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Un grande pilota, se la giocava con Mansell ai tempi della Lotus... Mica male. Chissà cosa avrebbe fatto con una macchina da titolo... 

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