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gigi57

A cavallo della "Papera"

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A grande (pi? o meno :pensieroso: ) richiesta e non potendo al momento mettere online "l'opera" :yeah::rotfl: completa originale, che comprendeva una presentazione della 640, la sua evoluzione dalla 639 e una breve storia del cambio "elettroidraulico", vi posto il bellissimo racconto di Spamming Driver, detto "Tatino", che ci descrive la sua straordinaria esperienza alla guida della Ferrari 640...beato lui :rolleyes:

 

 

Mi trovavo a Roma per eseguire una perizia sul presunto danno causato da un prodotto della nostre officine idrauliche, danno in realt? causato dall?imperizia di un installatore. Parlando con il titolare di questa azienda nostra cliente e amico del mio datore di lavoro, scopriamo di essere "fratelli" sotto il segno della Rossa. Con mia grande sorpresa dice che ha acquistato qualche anno fa una Ferrari 640 : " la ?Papera!? dico e non gli nascondo l'invidia per la fortunata possibilit? di potersi calare quando vuole in quel leggendario abitacolo. Ecco per? l'insperata proposta: "senti, domani mattina, prima di andare a fare la perizia, ti ci faccio fare un giro". Inutile dire che ho subito accettato come un bambino quando gli si chiede se vuole un gelato!

 

La notte in hotel praticamente non chiudo occhio, un po? per l?agitazione, un po? per la paura di rompere qualcosa, perch? mi conosco: ho il piede destro pesante, prova un'indomabile repulsione verso il freno ed ? spasmodicamente attratto dall?acceleratore. L'ansia ? quindi grande.

 

La mattina il proprietario della monoposto mi viene a prendere e ci dirigiamo verso un aeroporto per aerei da turismo appena fuori Roma, dove lui si reca abitualmente per ?sgranchire? le ruote della Rossa. Ci arriviamo verso le 9, e il meccanico del proprietario della vettura ha gi? cominciato da 1 ora a fare il preriscaldamento del motore, che adesso per? ? spento. La carrozzeria ? in un angolo, adagiata su due trespoli

Nella vettura aperta si mostra in tutto il suo splendore il V12 a 65? da 3,5 litri, 5 valvole per cilindro: 3 di aspirazione e 2 di scarico, il loro richiamo avviene tramite molle. Il ritorno pneumatico era ancora di l? da venire.

 

Ho il tempo per dare un'occhiata al percorso ricavato nel piccolo aeroporto. Il breve circuito ? costituito da un rettilineo seguito da una curva a sinistra secca a 90?, un altro breve rettilineo e ancora una curva a destra pi? aperta. Dopo 60-70 metri un tornante a sinistra prima di un lungo rettilineo che correva lungo la pista d'atterraggio e infine due curve a 90?che riportavano sulla pista di rullaggio e al capannone che funge da box

 

Comincio a discorrere con il meccanico sulle caratteristiche tecniche della vettura. La forma sinuosa delle fiancate, la grande bocca dell?airscope, cos?, tanto per smorzare l?agitazione. Indosso il casco prestatomi dal mio "benefattore" e finalmente posso entrare nell?abitacolo. Mentre il meccanico mi regola la pedaliera, un tremito d?emozione mi prende come afferro il volante con al centro lo stemma del Mito. Il volante ? molto piccolo, con il diametro della parte dell?impugnatura piuttosto grosso, segno che era quello di Mansel (Berger invece lo preferiva pi? grande e con un impugnatura pi? sottile). Lo inserisco sul suo perno e faccio scattare la sicurezza; ed ? ancora un vero volante! tutte le indicazioni sono visualizzate in un display sul cruscotto: giri motore, marcia inserita, temperatura di acqua, olio... non ? il freddo computer delle vetture attuali. Il confronto non regge: meglio questo volante!

 

Regolata la pedaliera, arriva finalmente momento di accendere il motore. L?emozione che mi prende mi fa aumentare i battiti del cuore all?inverosimile e le gambe tremano. Attivo la connessione elettrica e faccio un cenno al meccanico per l?avvio del propulsore. Un boato squarcia il silenzio ed ? come se la macchina poggiasse su un terreno dove si sta sviluppando un terremoto, comincia a vibrare ma si placa quasi immediatamente.

 

Dopo qualche istante il propulsore si mette a girare con un borbottio sommesso, ma si sente che ? un gigante assopito. Solo una decisa vibrazione arriva da dietro la schiena? o sono io a tremare? Premo il pedale della frizione con la gamba sinistra che ormai trema come una foglia e inserisco la prima tirando il bilanciere di destra. La vettura compie un leggero scatto in avanti, segno che la marcia s?? inserita e sul display oltre il volante appare ben evidente il n? 1. Ormai sono in confusione totale, arrivo al punto di non udire nemmeno il motore che borbotta dietro la mia schiena. L?unica cosa che sento sono le vene che mi pulsano in testa e quasi non riesco a respirare all?interno del casco.

 

Il meccanico mi fa cenno che posso avviare la vettura. Io premo leggermente il pedale dell?acceleratore, il motore cambia il suono che diventa molto pi? deciso, stacco con delicatezza la frizione e... CLANG! odo un suono secco provenire dal posteriore. Il motore si ammutolisce. Guardo il meccanico e vedo che il suo viso si apre in un sorriso a 32 denti, da orecchio ad orecchio. Mi si avvicina sogghignando e mi dice: "Ci cascate tutti? devi andare oltre i 6.000 giri per muovere la macchina".

 

Rifacciamo tutta la procedura di accensione e io sono decisamente irritato per la figuraccia ma non vedo l?ora di rifarmi. Il meccanico mi fa di nuovo cenno di partire. Affondo quindi il pedale dell?acceleratore e alzo la frizione! Una decisa sgommata di 20 metri mi porta in pista, dopo la distanza di 70 m sono gi? in 3^ a oltre 150 Km/h con cambiate a 14.000 ? 14.500 giri (il limitatore ? tarato a 15.500). Ogni cambiata ? una "craniata" nel poggiatesta!

 

La spinta ? potente, progressiva e in un attimo si arriva al rapporto superiore ma la sensazione ? che i giri non finiscano mai. E' un controsenso, lo so, ma ? come se il motore potesse salire di giri all?infinito.

 

La prima cosa che noto subito ? che la macchina non ? poi cos? rigida di sospensioni. L'asfalto ondulato viene assorbito dalle sospensioni in modo secco ma istantaneo, senza ripercussioni sulla stabilit? direzionale.

 

La vibrazione emessa dal motore ? quasi del tutto assente ma il motore c'? e si sente! Il suono che emette ? decisamente forte ma riempie le viscere e scalda il cuore? ? un Ferrari ed ? un V12! il frazionamento preferito dal Fondatore e mi fa piacere pensare che il motore sia proprio come Lui voleva fosse realizzato, come se fosse stato Lui dalla finestra del suo ufficio ad ascoltarne il suono provenire dall?officina e dire solo: ?Va bene?, come faceva per tutte le vetture che uscivano dal Suo Atelier.

 

Arrivo alla prima curva, una sinistra a 90?. A debita distanza alzo il pedale dell?acceleratore ed ? come se avessi eseguito una frenata decisa con una macchina da strada. La resistenza aerodinamica si fa sentire.

 

Immediatamente premo il pedale del freno ma ho una strana sensazione: la macchina non frena! sembra di guidare sul ghiaccio. Inconsciamente premo di pi? sul freno e dopo qualche istante la macchina frena bruscamente sin quasi ad arrestarsi, mentre levo 2 marce per arrivare alla seconda. Nel contempo le cinture di sicurezza mi entrano praticamente nella cassa toracica. Anche i G si fanno sentire! Questo succede perch? i freni in carbonio sono freddi e non hanno capacit? frenante ma nel momento in cui raggiungono la temperatura d' esercizio la frenata diventa brutale!

 

Col secondo rapporto inserito butto letteralmente la macchina in curva, la 640 entra sbandando leggermente sulle quattro ruote contemporaneamente, segno che le gomme slick sono fredde ma ? normale, non sono state pre-riscaldate come il motore.

 

Il volante ? pesante e si deve esercitare una decisa forza per far ruotare le gomme lisce. Si sente per? che l?avantreno ? sincero, l?impronta degli slick ti fa subito prendere confidenza con la vettura.

 

A centro curva affondo leggermente sull?acceleratore e il motore prende giri in pochi istanti costringendomi a inserire gi? due marce all?uscita della piega e facendo letteralmente schizzare la ?Papera? sul breve rettilineo successivo come una palla di fucile. La ripresa da regimi di rotazione oltre i 7.000 ? paurosa, rabbiosa, mi sembra di entrare nel carbonio dietro le mie spalle.

 

Arrivo alla curva successiva, una piega a destra simile ad una curva da 3^ piena, e stavolta voglio provare ai tirare la staccata, quindi freno leggermente di meno, ma pi? sotto la curva levando 2 rapporti ma Il posteriore parte. Controsterzo alzando il piede dal freno e giocando con l?acceleratore? troppo tardi, mi fermo in senso contrario a dove provenivo.

 

Cerco subito di raddrizzare la vettura, ma le manovre a bassissima velocit? sono esasperanti. Lo sterzo ? di una pesantezza unica ma ce la faccio. Percorro la curva a velocit? ridotta e, appena oltre, pesto subito sull?acceleratore salendo di marcia e prendendo a zuccate il poggiatesta. Le gomme sono ormai calde, come anche i freni e alla curva successiva ritento la staccata ma non al limite. Freno scalando, inserisco la macchina e dal punto di corda riaccelero.

 

Guardo per la prima volta negli specchietti esterni. La visibilit? ? pessima (sono pi? piccoli di quelli imposti dalla Federazione in questi ultimi anni) e buono spazio della visuale ? occupata dall?ala posteriore. In compenso per?, la visibilit? anteriore ? ottima, si vede perfettamente dove passano le ruote, a differenza delle monoposto attuali che,col muso rialzato che non offrono una buona visibilit?.

 

A questo punto ormai le emozioni provate precedentemente hanno lasciato spazio alla determinazione di fare bene e riprovo a portare al limite la vettura. Quindi mi metto d?impegno per le ultime curve.

 

L?importante, mi dico, ? prendere il ritmo e valutare le distanze? VALUTARE LE DISTANZE? sembra quasi che sia la curva a gettarsi verso di me e non io che mi ci avvicino!

Comunque ci provo. Freno, scalo, entro in curva e per la prima volta riesco a valutare il rollio della monoposto... insomma ?rollio?, in pratica sono le gomme esterne che si comprimono sotto effetto della accelerazione laterale. La macchina per? viaggia quasi del tutto parallela al terreno, anche perch? la barra di torsione ? tarata sul massimo grado di rigidit? , almeno cos? mi ? stato detto. L?aderenza al suolo fa rizzare i capelli (calcolando che ne ho molto pochi!), sembra di poter affrontare la curva alla velocit? che si desidera. La monoposto comunque percorre la curva proprio come volevo venisse affrontata.

Sulla 640 sul lato destro dell?abitacolo si trova la leva per la regolazione dell?altezza da terra dell?avantreno. Questa leva era presente sulle monoposto sino a quando la Federazione band? le sospensioni attive e impose che non potesse avvenire nessuna variazione di assetto durante le gare, tranne ovviamente l?aumento della distanza dal suolo a causa dello svuotamento del serbatoio.

 

Il comportamento in curva ? sinceramente neutro anche se la monoposto tende appena appena a beccheggiare per via del molleggio delle gomme. Riesco ad uscire indenne dalla curva e un?esaltazione improvvisa mi scuote le ossa e penso: "zio fagiano!" Quei due disperati (Mansel e Berger) dovevano proprio divertirsi guidando questa vettura!

 

Affronto l?ultima curva, che mi porta verso la fine di questa avventura, ancora pi? esaltato di quella precedente e all?uscita mi fermo: voglio provare la ?partenza?. Premo a fondo la frizione e inserisco la 1^. Porto il motore verso i 10.000 giri e rilascio il pedale. Per i primi 20-30 metri la macchina avanza pattinando lasciando una strisciata fumante di gomme. Superati i 90Km/h l?aderenza generata dal fondo piatto e dalle ali comincia a schiacciare la vettura al suolo e la trasmissione dei cavalli sul terreno diventa tremenda. Ho quasi la certezza di entrare nel carbonio e di finire sull?ala posteriore!

 

Rallento per portarmi verso il bordo pista,mi fermo e stacco il contatto dell?alimentazione elettrica al motore che si ammutolisce. Purtroppo la pacchia ? finita.

 

Scendo fradicio di sudore, un po? per l?emozione e un po per lo sforzo necessario per guidare questa monoposto ?arcaica? . La osservo ancora e noto che dai cerchioni esce un leggero fumo azzurrognolo. Lo stesso fenomeno osservo dallo scivolo posteriore e dall?airscope.

 

La monoposto riposa ma a me sembra che invece voglia continuare a scatenarsi in pista. Mentre il meccanico prepara la macchina per il titolare, aggiungendo carburante e posizionando dei ventilatori alle prese d?aria delle fiancate, cerco di riprendermi dall?emozione. Sono sceso dalla monoposto ormai da qualche minuto ma non riesco a smettere di tremare per le emozioni provate e ho bisogno di sedermi e bere qualcosa.

 

Tornando a casa il pomeriggio, guidando la misera Laguna SW 2300 Td aziendale in autrostrada, mi sembra di avere tra le mani un trattore. Avevo la sensazione che tutte le cose andassero al ?rallentatore? ma ? normale.

 

Tutto me stesso era rimasto nell?abitacolo di quel concentrato di tecnologia che solo dalla Ferrari poteva essere partorito. Il giorno dopo avverto leggeri dolori al collo, alla schiena e alle braccia ma sono contento di averli.

 

Che dire?. Ho fatto solo un giro, nemmeno 2 Km in un aeroporto per aerei da turismo. Ogni tanto mi ricordo di quella lontana mattina, e ancora adesso provo dei brividi di emozione mentre scrivo queste righe. Ci sono avvenimenti nella vita di una persona che possono provocare emozioni anche a distanza di anni e anche se il momento vissuto non ? che un istante.

 

Calarsi nell?abitacolo di una vettura che rappresenta una pietra miliare nella storia dell?automobilismo sportivo, indipendentemente da chi sia stato il costruttore, credo che per una persona normale, che non sia pilota professionista intendo, sia fonte di emozioni che possono solo limitatamente essere descritte. Io ci ho provato, spero di esserci riuscito.

 

Spamming Driver1972 (al secolo Davide, detto "Tatino")

 

 

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Che esperienza !!! Wow !

 

Mi viene voglia di acquistare una Ferrari F1 ..... qualcuno ha ? 1.000.000 da prestarmi ? ;)

 

Ferrari F310 s/n 168

 

Luke 36

Davvero ? in vendita una F310? Ma ? di un privato?

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Beh alla MOTOR di Modena, il concessionario Ferrari-Maserati e mio pusher ufficiale per quanto riguarda le rosse...ce n'? una in esposizione (di 640) e perfettamente funzionante tanto che il collaudatore del concessionario la usa durante le manifestazioni raduni ecc...beh ho pochi rimpianti, giocando a basket e praticando body-building...fate un po' voi non ci entro nemmeno con una gamba...

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Beh alla MOTOR di Modena, il concessionario Ferrari-Maserati e mio pusher ufficiale per quanto riguarda le rosse...ce n'? una in esposizione (di 640) e perfettamente funzionante tanto che il collaudatore del concessionario la usa durante le manifestazioni raduni ecc...beh ho pochi rimpianti, giocando a basket e praticando body-building...fate un po' voi non ci entro nemmeno con una gamba...

:lol:

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che dire...l'ho letta diverse volte...? semplicemente una favola...ma reale...fantastico!!!. L'ho raccontata anche ad alcuni amici appassionati di F1 e sono rimasti stupiti anche loro..

che fortuna e che bravura a far girare un mezzo del genere... ora me la leggo di nuovo...ehehe da brividi ragazzi!

chiss? che aeroporto ? quello dove gira...io sono un malato di aviazione e se un fdomani dovessi passare per Roma sarebbe bello opoter ammirare i velivoli...e restare pietrificati dall'emozione nel veder comparire la papera....mitico!!!

ciao e complimenti per il racconto!

 

 

 

 

Beh alla MOTOR di Modena, il concessionario Ferrari-Maserati e mio pusher ufficiale per quanto riguarda le rosse...ce n'? una in esposizione (di 640) e perfettamente funzionante tanto che il collaudatore del concessionario la usa durante le manifestazioni raduni ecc...beh ho pochi rimpianti, giocando a basket e praticando body-building...fate un po' voi non ci entro nemmeno con una gamba...

:lol:

 

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