Jump to content

Leaderboard


Popular Content

Showing content with the highest reputation since 09/19/2019 in Posts

  1. 15 points
    Spero vivamente che la Mercedes torni a dominare e a togliere argomenti, sta diventando tutto veramente pesante ed illeggibile. Prima di sparare teorie strampalate con convinzione, pensateci. Comunque: - c'è stato un briefing pre-gara per cercare di definire il da farsi in partenza e come gestire la gara una volta passata curva 2. Impressione mia, già esplicitata: in curva 2, le Ferrari sarebbero dovute essere 1-2, a prescindere dall'ordine. Era probabile che Vettel passasse Leclerc proprio per la conformazione della pista. Una volta passato il momento, le posizioni sarebbero dovute tornare come "da qualifica" con Leclerc davanti e Vettel dietro. Questo sulla carta. - La partenza va effettivamente come preventivato. Ferrari 1-2 con Vettel davanti grazie a quel poco di scia preso e all'interno lasciato da Leclerc, il quale non ha accennato minimamente ad una difesa. Ora: chiedere ad un pilota di alzare il piede in rettilineo perché tanto Hamilton si trovava dietro è veramente, perdonatemi, idiota. Per prima cosa giudicare in auto quanto lontano fosse Lewis, in partenza, non penso fosse tra i primi pensieri. Secondo, non è stato chiesto dal team, giustamente. - Ferrari non può chiedere al secondo giro, con tutti ancora vicini e quindi passibili di attacco, di scambiare. Uno scambio del genere comporta, solitamente, una perdita di 1s, 1.5s sul proprio ritmo. Fai questa cosa immediatamente e se sbagli qualcosa Hamilton è pronto ad azzannare. Io condivido il team radio di Vettel dove richiede qualche giro, al fine di staccare il più possibile Hamilton. - Leclerc è meglio se non parli in radio e il team non riesce a farlo star zitto. Seppur non focosamente, ha reiterato sarcasticamente il fatto che non si concretizzasse lo scambio. Il tutto mentre non riusciva a star attaccato al tedesco. - Vettel ha fatto l'unica cosa che poteva fare: spingere il più possibile per aprire il gap. Un martello in quei giri su Soft. Leclerc sprofonda a 4s con Hamilton che rimane ad un gap minore. Appunto per questo ritmo migliore, io personalmente avrei cancellato i piani di scambio e mi sarei focalizzato su Vettel in testa, perché PALESEMENTE più veloce oggi, almeno nel primo stint. - La situazione di Singapore e quella di oggi non sono minimamente comparabili. Vettel si ferma prima per evitare l'undercut di Verstappen e per provare ad attaccare Hamilton. Non era nei piani riuscire a prendere la P1, solo una combinazione di fattori (gran outlap, Soft di Leclerc che non han garantito performance anche dopo un ritmo da turista) lo ha portato in testa. Qui l'undercut di Leclerc è studiato dal team alla perfezione, l'intenzione è quella di realizzare il famoso scambio ai box e Vettel rientra esattamente nel giro in cui la sicurezza che lui esca dietro, come avviene. - Vettel NON poteva riportare la vettura ai box. Il problema si presenta già nell'outlap (Vettel comunica la mancanza di MGU-K al box) e Adami gli ordina di spegnere la vettura tra curva 14 e curva 15. Come spiegato meglio nell'articolo qui sotto, la centralina dell'ERS è saltata, lasciando quindi la vettura in stato di possibile mancanza di isolamento. La decisione di fermarsi il prima possibile è quindi estremamente giusta. Anche per questo i commissari non intervengono immediatamente, ed essendoci una vettura ferma in una via di fuga non ampissima, la VSC è giustificata, ancor di più quando i commissari entrano in pista per effettivamente rimuovere la vettura. https://it.motorsport.com/f1/news/f1-vettel-non-ha-fatto-il-furbo-la-sf90-non-era-isolata/4550277/ - Mercedes ha avuto si la fortuna del problema a Vettel e relativa VSC, ma il fatto di essere sulle Medium ha garantito loro la possibilità di poter sfruttare la situazione. Quindi bravi loro ad aver provato quella strategia, consci di poter far poco in pista. - mi ha infine lasciato perplesso la decisione di non fermare immediatamente Leclerc per le Soft. Hanno perso la posizione su Bottas (magari sarebbe successo anche il giro prima, questo onestamente non lo so) e il non passarlo immediatamente ha garantito ad Hamilton di scappar via, prendendosi la gara. - sul resto molto bene le McLaren, hanno mi pare sfondato quota 100 punti. Bella gara di Albon, convincente quinto. Magnussen tira fuori anche lui il coniglio dal cilindro e prende punti con la Haas. Alfa Romeo disastrose, prima partenza anticipata di Raikkonen, poi Giovinazzi che si trova in mezzo al sandwich tra Grosjean e Ricciardo, poi pit comici. Strano il problema alle Williams, il fatto che si sia ritirato anche Kubica mi lascia pensare che il rischio di rottura anche per il polacco fosse elevato. Kvyat molto sfortunato invece, non gliene è andata dritta una.
  2. 10 points
    Ragazzi e ragazze (soprattutto le abbondantissime ragazze), siamo giunti al momento più atteso dell'anno! Come da tradizione, i membri del SOPF da me guidati hanno organizzato il torneo più godurioso dell'internetto: il Premio Bannato edizione 2019! Ormai alla sua sesta edizione, consolidatosi nel cuore, nella mente e, per molti, anche in altre parti del corpo, il trofeo più ambito da ogni utente partecipante al Forum di Motorionline sta per cominciare! Chiamo a raccolta gli utenti del forum! @Inactive @Members @Premium Members @SOPF Members La prima domanda che un neofita potrebbe farsi è: cos'è il Premio Bannato? Il Premio Bannato è il punto più alto che la mente umana abbia concepito (non a caso è stato inventato da me). E' il fulgido esempio della splendida capacità dell'uomo di competere ai massimi livelli per la vittoria. In poche parole? Una battle royale senza esclusioni di colpi, in cui tutto è valido pur di accaparrarsi la gloria eterna che si ottiene con l'ambitissimo trofeo. Innanzitutto, presentiamo il logo UFFICIALE del Premio Bannato 2019, il cui relativo bannerino potrà essere inserito in firma dal vincitore. Formula e regolamento del torneo Il Premio Bannato segue la formula utilizzata l'anno scorso con minime modifiche per aumentare il livello di intrattenimento. Il torneo prevede 32 partecipanti, di cui alcuni scelti in una fase preliminare. Il SORTEGGIONE, come sempre ospitato dal grande Beyond in collaborazione con i migliori esperti del forum, darà luogo a 16 scontri del tutto casuali: in questo modo ci sarà massima imprevedibilità e potremo avere sin da subito scontri vulcanici! A differenza del passato, stavolta il proseguo del torno, dagli ottavi in poi, sarà prestabilito sin dal sorteggio, il che significa che sin dall'inizio potremo avere un'idea degli scontri che potranno avvenire successivamente. Come funzionano gli scontri diretti? Ogni utente che volesse partecipare alle votazioni è tenuto ad esprimere una preferenza per tutti gli accoppiamenti del turno in questione, compreso il proprio se partecipante alla competizione. NON è dunque concessa l'astensione. Ogni preferenza, per essere considerata valida, necessita di una motivazione, anche breve, purché abbia un senso logico (votare qualcuno perché "si", ad esempio, non verrà accettato). E' possibile votare per se stessi, non esistono vincoli di questo genere. Il vincitore dell'accoppiamento sarà colui che nell'arco temporale di votazione avrà ricevuto il maggior numero di preferenze. In caso di pareggio nell'accoppiamento, passerà il concorrente il quale avrà raggiunto per primo la cifra finale. Per chiarezza, riportiamo il REGOLAMENTO UFFICIALE nel seguente spoiler. Ecco quindi il calendario del torneo che, come vedete, è stato ulteriormente compattato per limitare al massimo i tempi morti e i giorni di fiacca. I Partecipanti Chi parteciperà al Premio Bannato 2019? Non tutti possiedono le qualità necessarie per partecipare automaticamente. Bisogna avere vari requisiti: presenza ma soprattutto capacità di emergere e farsi notare. La lista dei partecipanti definitiva verrà decisa da un turno preliminare, a cui seguiranno le presentazioni, affidate al celebre @Kimimathias. Ebbene sì, sarà il losco veneto quest'anno a occuparsi della gestione del Premio Bannato, sostituendo il buon KimiSanton. Presentazioni Aerozack Alex_Ferrari Asturias Beyond chatruc ClaudioMuse crucco effe F.126ck Ferrarista ForzaFerrari88 ggr Hunaudieres Illy Jordan joseki Kimimathias KimiSanton Leno lucaf2000 Mito Ferrari Natural Blonde Killer Nemesis panoramix PheelD Rio Nero Ruberekus S.Bellof Spa_83 sterla The-Flying-Finn White Star Albo d'oro Poteva forse mancare l'albo d'oro delle precedenti 5 edizioni? I più freschi non le ricorderanno, ma la prima edizione del 2014 fu vinta dall'indimenticato Buttonforever, che poco dopo ci avrebbe lasciato per altri ignoti lidi. Dall'anno successivo la partecipazione fu aperta anche ai membri dello staff, e così assistemmo al memorabile trionfo di Beyond, seguito l'anno dopo da un combattivo Ruberekus. Il 2017 vide poi la grandissima vittoria di Claudiomuse, metre l'anno scorso come ricordere abbiamo assistito alla cavalcata dell'incontenibile Rio Nero. Premio Bannato 2014: @ButtonForEver Premio Bannato 2015: @Beyond Premio Bannato 2016: @Ruberekus Premio Bannato 2017: @ClaudioMuse Premio Bannato 2018: @Rio Nero Post Scriptum So che molti di voi erano favorevoli ad intitolare il PB al nostro Andrea in suo ricordo. Ci ho pensato molto, ma alla fine da creatore della formula nonchè storico organizzatore, ho pensato che sarebbe stato forse carino, ma non la scelta migliore. Per questo ho deciso di mettere da parte questa idea in favore di un evento o premio appositamente creato per commemorarlo, che vedrà la luce l'anno prossimo.
  3. 10 points
    Ecco che arriva la VERITA'. Dopo il il mio intervento, il topic è chiuso. Posso aggiungere poco perchè KimiSanton (che è figlio di Kimi Raikkonen e Santon quello dell'Inter), mi ha rubato i miei appunti. 1) Gara positiva per la Ferrari: ha dimostrato di andare forte su ogni tipo di pista. ha dimostrato di poter sviluppare la macchina durante la stagione. Con questi presupposti, seriamente, il mondiale 2020 potrebbe essere suo. Infatti temevo che tutti si concentrassero sul 2021 e che nel 2020 si sarebbe mantenuta la situazione di Budapest e invece potrebbe esserrci una bella lotta. 2) Gara negativa per la Ferrari: nella F1 da circa 25 anni a questa parte, l'affidabilità è fondamentale, quindi ci sarà da lavorare tanto. 3) Sfortuna: se una macchina si rompe, si tratta di ingegneria, non di fortuna. Quando io progetto qualcosa e poi si rompe, pensate che vado dal capo e dico "si è trattato di sfortuna"? 4) Hamilton: non ha fortuna, ha martellato e quindi ha approfittato di una situazione a suo favore, come Vettel in Australia 2018. Anche quella era una gara da doppietta Mercedes ma tra errore di Bottas e VSC al momento giusto, ha vinto Vettel. 5) Mercedes: pur con la Ferrari davanti, era pur sempre lì, quindi ci vuole poco a ribaltare la situazione. Indice di quanto competitiva sia la F1 e di quanto si cagggghino addosso Audi, Toyota, BMW e altri sedicenti marchi grandi che vogliono correre da soli oppure dove la tecnologia non conta un cazzzzzzo. 6) VSC: la logica sarebbe che non uscisse, visto che Vettel si era fermato vicino al punto di entrata commisssari, ma poichè le bandiere gialle non vengono rispettate da circa trent'anni, ci vuole la VSC. Molti di quelli che si lamentano delle VSC inutili sono gli stessi che hanno urlato allo scandalo quando è morto Bianchi. In F1 è stata addottata la strategia che la IndyCar ha introdotto sin dagli anni '90. Per qualsiasi vettura dentro i guardrail, entra la pace car, in F1 la VSC. 7) Leclerc: dovrebbe essere richiamato all'ordine. Dopo la mancata scia di Monza (dopo essere stato aiutato a Spa), dopo le lamentele di Singapore, ora ci vuole l'ultimatum. Nella mia squadra non voglio primedonne, non voglio gente che si lamenta e soprattutto che lava i panni sporchi in pubblico.
  4. 10 points
  5. 8 points
    Quest'uomo ha da dire qualcosa al mondo, anche se al mondo non piacera'. Lista degli amici (completa) e lista dei nemici (incompleta perche' sono moltissimi, molti di piu' che nella lista). Gli amici: Rio Nero, VincenzoFerrari, Aviatore_Gilles, Alex_Ferrari (se è diventato un pelo meno stronzo di com'era), Giovy_1006, The-Flying-Finn, S. Bellof, Asturias, PeterXXX, Kimimathias, Ruberekus (gran dirigente che meriterebbe in una grande azienda al pari di PheelD del SOPF che invece e' costretto in quel merdaio), Gianni Agnelli, Luca Cordero di Montezemolo, Ettore Massaccesi, Luca Balestrazzi, Marco Novelli, Fabrizio Montanini, IBM, Davide Rapone, il compagno di banco e Maria Grazia -tutti e tre TIM- con MariaGrazia che e' l'unico dirigente degno di questo nome che ho visto in TIM, Fabrizio Frizzi, la RAI (non tutta), FIAT (engineering), Otto Palamara, I negozianti dell'Arenella, Ada Torricelli, Svetlana Sitoska, Daria Chevchuck, l'istituto Nazareth (una parte), Merce, Adelina, Parchisa, il prof Aldo Covello (con riserva), il prof che mi ha dato 30 a metodi matematici per la Fisica (di cui non mi ricordo il nome), l'ex-engineering Digital, le Sante prostitute (ma quand'e' che la chiesa gli dedica una festa?), i Carabinieri (in particolare il ROS), il fioraio di via Taranto a Roma, il sacerdote Aldo Scatola, la grande famiglia dei Giraudo, Ken Olsen, Barak Obhama e i Clinton (tutta la famiglia), i Kennedy, i Bush, Rino Cannavale (con riserva), STOP. Tra i nemici (che sono un'infinita'): Massimiliano Massaccesi, Giuseppina Petrai, Aerozack e relativa t***a consorte, ForzaFerrari88, Leno, crucco, panoramix, Baboden, Nick the Quick, lucaf2000, effe, JLP, la schiatta degli Illy e relativi troyi e troie annessi, sterla, White Star, quel cesso d'uomo che ci si puo' cagare dentro che è Beyond, la santarellina perfettina di KimiSanton, Bill Gates, De Mita, Pomicino, Andreotti (sia comunque pace all'anima sua), Guido Carloni, Antonio Cafiero, Claudio Salvorossi, Petrucci, TIM, Telecom Italia, Grimaldi e Ranieri (tutte le schiatte), prof Musto e prof. lo Iudice che i 25 che mi hanno messo non si cancellano piu' ma va bene cosi' perche' servono a distinguere me dai merduomini che sono loro, Mediaset e Sky, Marchionne, Sergio Valentino e annessa t***a consorte, Giorgino della RAI, Oracle, HP, Microsoft, la dott.ssa Flavia Puoti, Mariella Boselli, Lauretana Pelagallo, Fabio Torlini, Vittorio Vedovato, Marita Serafino, Di Francesco, la schiatta dei Billia, la schiatta degli Olivieri, de Vecchis, Lapo che per quanto insista io non lo voglio per amico, Giovanni Tacchini, Gianfranco Dragone, Sofia Annunziata, Raffaele Maddaluno, Vodafone, Olivetti, quella t***a della segretaria di Cardone, tutte le troie, figlie di buona famiglia, che scopano per il gusto di scopare, per le quali provo un senso di schifo fisico, alla stessa stregua delle troie aziendali e delle troie e dei troyi uomini che si sposano per avere una vita comoda, tutti i Farisei e i Sadducei dei nostri tempi, gli sputasentenze di tutti i tempi e di tutti i luoghi (io ne ho avuto una in famiglia, adesso ce ne ho un'altra), etc.
  6. 8 points
    Spa_83 vs sterla: "no scusa era per capire!va bhe...chiudetelo meglio...non volevo creare problemi! quale causa?va bhe....la causa di cosa...che se c'era la sabbia forse non sarebbe successo nulla....chiudete il topi chiedo scusa!" è il post dell'anno. E poi bisogna premiare i suoi duecentomila post nel topic sull'halo, ma se non lo capite va beh,,, Ruberekus vs Rio Nero: Voterò Rube al prossimo turno, visto che è lanciato contro un Rio comunque in ottima forma e che mi ha promesso di mettere il poster di CARLONE LECLERCONE a grandezza naturale (min**ia inclusa) in camera. Beyond vs panoramix: voterò quel merduomo di Beyond quando Vettel smetterà di girarsi. Subito nella lista dei nemici. Panoramix è sempre lì lì per finire nella lista dei cazzari ma credo sempre più nelle sue dritte. Claudiomuse vs S. Bellof: scontro impari tra una colonna del forum e uno che ascolta i Museocomecazzosichiamano. Jordan vs ggr: Jordan è quasi simpatico quando sei sulla soglia del coma etilico. Di F1 ne capisce quanto Hamilton di buon gusto, ma va bene così. F.126ck vs The-Flying-Finn: Voto F perché renziano come me (o almeno come Beyond continua a credere di me). Finn con questi orari da impiegâts ha un po' deluso quest'anno Hunaudieres vs joseki: Sfida tra pippe ar sugo. Certo joseki quelle poche volte che compare lascia il segno (e una sospensione). effe vs Alex_Ferrari: effe bestemmia troppo e mi dà fastidio, ***** ***. Alex è un compagno di rosicate e lotta dura antibeyondista, non posso non votarlo. Aerozack vs White Star: scelta difficile. Dico White Star perché meritava anche lui il PB lo scorso anno. Il barese invece non merita un ca**o. crucco vs ForzaFerrari88: la lobby mer*ecessista si è scatenata contro il povero FF88, ma il mio supporto contro i profeti del verbo antimer*edes non manca mai. Nemesis vs Kimimathias: Kimimathias ha già vinto, devo tenermelo buono anche se è un regista di m***a. Nemesis è calato molto, non mi fa più ridere come un tempo. PheeID vs Asturias: Asturias merita una punizione esemplare, visto che sparisce per 350 giorni l'anno e ci priva delle sue prodezze spammologiche. PheelD ha un bravo giovine che ha una genuina passione per quello che non ha vissuto (come The Magic) e per i rally, due cose che apprezzo. KimiSanton vs Illy: Illy per la grande idea delle scommesse e di sciogliersi dal ca**o. Lucaf2000 vs Ferrarista: due sopraffini gourmet di pizza. Premio il feticista della surgelata perché c'è crisi. Natural Blonde Killer vs Mito Ferrari: scelta scontata, ho perso due diottrie per quel culo della sua foto di Whatsapp. Leno vs chatruc: Leno ha fatto il suo tempo. Alla sua veneranda età confonde persino clima e meteo. Largo al giovane castigatore del complottismo chatruc, indefesso difensore dell'indifendibile.
  7. 8 points
    Sterla: perché a Spa non è mai fregato un cacchio del torneo. Rio Nero: hanno tutti e due vinto un torneo perciò voto Rio solo perché è in svantaggio in questo momento. Beyond: per l'impegno che ci mette per fare andare avanti la baracca. S. Bellof: perché Cla ha già vinto un torneo. Jordan: perché preferisco il suo tifo per Lew che il tifo contro Vet di Ggr. F.126ck: perché nella storia restano i numeri non la sportività degli utenti. Hunaudieres: perché Jos ha quasi abbandonato (non si fa) effe: perché tifa Stoner. White Star: è stata dura votare contro l'amico Aero ma devo votare White perché mi ha promesso due piantine della sua piantagione personale. ForzaFerrari88: per la presenza, Crucco ormai ha mollato. Kimimathias: mi spiace per il troll di classe, lo apprezzo molto ma non posso non votare il mio collega veneto che, tra l'altro, si è sbattuto parechio per la buona riuscita del PB. PheelD: anche qua voto difficile ma non posso non votare il grande (sopratutto di stomaco) Filippo, se non ci fosse dovremmo inventarlo. Kimisanton: anche in questo caso non si può non votare una colonna portante come il nostro Lorenzo che tanto si sbatte per la nostra amata fogna. Lucaf2000: perché a Verona continuava a riempirmi il bicchiere mandandomi a casa storto. Natural Blonde Killer: perché un vincitore del torneo trans ci vuole. Leno: mi spiace non votare il grande chatruc che quest'anno è anche diventato collega ma se devo scegliere tra un filotilke e un filocabernet...
  8. 8 points
    In super ritardissimo, avevo perso le speranze anche io. Scusate. Complice un triste sabato di studio in preparazione all’esame di stato, ho trovato un paio d’ore per scrivere sto mappazzone. Pt 3+4 Sabato e Domenica Anche oggi la sveglia suona prima delle 6. Ci metto un po’ di più a svegliarmi, non ho più il fisico per stare in piedi tutto il giorno. Mangio uno yogurt e mi fiondo in macchina, mi aspetto più traffico di ieri, oggi ci sono le prime gare e la qualifica. Ormai la procedura è entrata nella mia testa. Parcheggio, firma e pullman. Questa volta controllo ripetutamente se sono sul bus giusto. Qualche volto ora mi è familiare, mi aggrego agli australiani e scambio con loro qualche chiacchiera. Scopro, con una punta di invidia, che la sera prima il direttore di gara (quello dell’autodromo, non Masi) li ha portati con la Medical car a fare un paio di giri lanciati sul tracciato. Intanto prendiamo posto e aspettiamo che il bus parta. Mi stupisco ogni volta dell’atmosfera di cameratismo che c’è tra noi uomini vestiti di arancione. Che tu sia al tuo primo servizio o al trentesimo anno, ma soprattutto che tu nella vita vera sia un pensionato o un manager di una società, si trova sempre il modo di scherzare e fare gruppo tutti insieme. Arriviamo in postazione, ci sistemiamo e facciamo un rapido ripasso, non guasta mai. Prepariamo le postazioni come ieri, prova radio e ispezione. Per le 10 siamo più che operativi. Alle 10.15 si aprono i cancelli del paddock 2, entrano in pista i primi cavalli. Anzi, cavallini. Gara uno di F3. Il posto 10, soprattutto in gare con così tanti giovani partecipanti è molto rischioso al primo giro, le possibilità di intervento sono altissime. 30 giovani arrembanti che arrivano tutti insieme a tutta velocità in staccata alla parabolica. La ricetta perfetta per un incidente. Fortunatamente non accade nulla, la gara scorre senza problemi e sta iniziando anche a diventare noiosa. Ecco dai, almeno qualcuno ogni tanto va un po’ largo ma poi sparisce normalmente dietro la curva. Nemmeno il tempo di pensarlo che dalla radio si sente. “Posto 11, una vettura prende il salsicciotto e decolla” Mi racconteranno dopo che questa comunicazione è avvenuta con la vettura di Peroni ancora in volo. Il capo posto della 11 ha avuto il sangue freddo di comunicare l’avvenimento praticamente in tempo reale. Passano alcuni secondi e finalmente arriva una comunicazione dal posto 12.1. “qua tutti bene, adesso controlliamo il pilota” Pilota che per la cronaca è atterrato esattamente contro le reti davanti alla postazione. È veramente un miracolo che nessuno si sia fatto male. Io, fossi stato in loro, almeno le mutande le avrei dovute cambiare. Il resto della mattinata scorre abbastanza velocemente, le ultime prove libere non regalano nulla di interessante e, alternanza tra punta e postazione principale a parte, passano in un batter d’occhio. Le giornate sono molto meno dense rispetto al solito. Questi, in confronto a come siamo abituati, sono giorni di vacanza. Noi alla 10 siamo pure fortunati, abbiamo il cancello sul viale e durante i tempi morti possiamo passeggiare tra la folla, mangiare un panino schifoso a prezzi inverosimili. Insomma una pacchia. Finalmente è ora delle prove ufficiali di F1, si fa sul serio. Sono in punta con la ragazza australiana, ma a questo giro tengo io sia radio che bandiera. Non possiamo rischiare incertezza o errori. Pronti via ed è subito bandiera rossa, Perez è fermo da qualche parte. Si riprende e tutto scorre abbastanza tranquillamente. Inizia il Q3, distolgo lo sguardo dalla pista, le tribune sono gremite, non me ne ero accorto prima. Mi rendo contro finalmente che non sono più uno spettatore. Ho realizzato un piccolo sogno. Sono parte di un weekend di F1, non una parte principale, non una colonna portante, ma nel mio piccolo ho un ruolo anche io. Insomma alla fine potrei essere io quello che chiama in radio un contatto illecito o un sorpasso sotto bandiera. Una chiamata che potrebbe costare una penalità. Sarò anche irrilevante ma potrei avere un ruolo fondamentale. Passa la prima macchina per lanciarsi per il giro veloce, il mio cervello smette di fantasticare e torna sulla terra. Nemmeno il tempo di connettere tutti i neuroni che ho un déjà-vu. Kimi a muro a 50 metri da me. ca**o però, stamattina avevo scommesso con un collega su Giovinazzi. Ancora l’Alfa sbagliata. Si riprende e onestamente noi dall’interno non ci siamo accorti dell’ultimo giro. Dai maxi schermi li vediamo fare i cretini in prima curva, ma quando arrivano davanti a noi sono tutti molto veloci e molto vicini. Occhi spalancati e attenzione a mille. Io controllo l’ingresso e l’australiana verifica la percorrenza, fornendo una visuale differente al capo posto. Una Mercedes, quella di Hamilton, con un sovrasterzo quasi fucila Stroll, per il resto, tutto regolare. Per modo di dire. È POOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLE POSITION, per citare il telecronista del circuito. Quella vocina fastidiosa che abbiamo sempre nelle orecchie e che purtroppo usa sempre le solite 5 frasi. Noi, in pista ad ogni occasione, non lo sopportiamo più, ma tant’è, c’è una Ferrari in pole a Monza. Il pubblico esplode in un boato. La successiva gara di F2 scorre. DeVries continua a farmi paura, partiva dietro e sta risalendo come un dannato. Anche Ghiotto fa una gara niente male, entrambi andranno sul podio. Il tifo per l’italiano è molto alto, la cosa mi stupisce positivamente. Che la cura Liberty Media stia iniziando a funzionare, rendendo più popolari le categorie minori? Finisce la gara, con gli inni che ancora suonano, noi riponiamo il materiale e ci fiondiamo in Pit lane. Abbiamo mezz’ora per fare quello che vogliamo. Noi decidiamo di avviarci a piedi, non ha senso perdere tempo aspettando la navetta, la corsia box è giusto dietro l’angolo. Noi siamo tra i primi ad arrivare, le vetture sono ancora sotto verifiche. Scopro, con molto stupore, che è vietato fare foto alle vetture in parco chiuso. Un commissario tecnico mi invita gentilmente ad aspettare qualche secondo, il tempo di terminare le verifiche sulla 16. I membri dei team sono veramente molto disponibili. Ho scoperto che l’inglese e la gentilezza ti aprono una marea di porte. Non penso di dover spiegare oltre. Allego marea di foto che valgono più di mille parole. Ah si, il capellone con gli occhiali blu polarizzati sono io, dopo anni di militanza sul forum svelo la mia identità. La giornata è finita, si torna alle macchine con il sorriso. Domani solo gare. Sveglia, colazione, macchina, parcheggio, firma, bus, postazione. Ormai questa routine la conoscete, non starò a ripetermi. Non saprei nemmeno come renderla più avvincente di così. Sette parole in rapida successione, come rapido è lo svolgimento delle medesime azioni. La giornata passa in attesa della gara principale. Nulla degno di particolare nota, al di fuori di un piccolo episodio avvenuto durante le Porsche. Una vettura esce dalla traiettoria ideale e qualcosa colpisce il mio sguardo, si alzano dei pezzettini bianchi o almeno che sembrano bianchi se illuminati dal sole. Corro dal capo posto e segnalo la situazione. Dei detriti in quel punto sono abbastanza pericolosi, ma osservando la pista non si nota nulla. Decide di aspettare a chiamare. In fondo c’è una postazione molto più vicina di noi, se loro tacciono vuol dire che la situazione non è grave. Oppure che stanno dormendo. La gara volge al termine, io e un altro ragazzo, muniti di scopa, corriamo immediatamente sul luogo del misfatto, dobbiamo essere sicuri che la pista sia libera, eventualmente pulirla o nei casi più estremi richiedere l’intervento dei mezzi appositi. Effettivamente qualcosa c’era in pista, il mio occhio non mi aveva ingannato, fortunatamente però erano solo pezzi di vernice staccatasi dai cordoli. Nulla che una bella spazzata non possa risolvere. Domenica per noi è il giorno più noioso. Le gare, dal nostro punto di vista sono noiose. C’è poco spazio per godersi l’evento con attenzione. Noi dobbiamo fare il nostro lavoro. Se avessimo voluto goderci le gare ci saremmo accomodati in tribuna. È difficile trasmettere emozionalmente questa giornata. La tensione è alle stelle, personalmente aspettavo questo momento dal 2009, anno del mio primo GP da spettatore. Dieci anni di attesa snervante, di chiamate e mail all’Aci per avere informazioni sui corsi. Dieci anni di fantasie su come sarebbe stato ascoltare l’inno sulla pista, indossare la pettorina e magari accontentare Seb con qualche “Blue Flag”. Dieci anni che si concludono con le frecce tricolori che sfrecciano sopra la mia testa, disegnando nel cielo il tricolore e riempiendo l’aria di quel rumore assordante che certifica che non sto sognando. La gara me la faccio tutta in punta. Fino a quel momento avevo detestato quella postazione, mi sembrava di stare in castigo, ma in questo caso l’ho chiesto io. Io volevo stare tutto il tempo ad 1 metro dalle macchine in staccata, non mi interessava capire la gara, volevo solo godermi il momento. E così è stato. Per tutti i giri del gran premio ho avuto modo di godermi a occhio nudo l’avvicinarsi e l’allontanarsi delle Mercedes dietro a Charles. Due squali d’argento a caccia della goccia di sangue Rosso. Ho staccato gli occhi dalla pista solo in un momento. Dalla radio sento “vettura 5 in testa coda in ascari”, effettivamente passano Charles e i due squali. Abbiamo una vittima. Lo conferma anche il replay e il boato di disapprovazione del pubblico. Si torna con gli occhi sulla pista, gli squali sono sempre a caccia, ma Charles, forse data la sua giovane età, conosce perfettamente le strategie delle ragazze in discoteca. Gli fa annusare il profumo della vittoria tutto il tempo, quando però Hamilton fa l’inopportuno gli arriva un bello schiaffone che lo rimette al suo posto. Intanto i giri passano. La folla si prepara all’invasione. Noi abbiamo ricevuto la direttiva di non far muovere nessuno fino a espressa comunicazione via radio del questore. La sensazione di impotenza che si prova cercando di arginare una folla di migliaia di persone che cerca di scavalcare le reti è qualcosa che mi lascia tutt’ora interdetto. In quel momento eravamo in due contro mille, ad urlare di aspettare, di non scavalcare e che avremmo aperto i cancelli a tempo debito. Qualcuno ci prova anche ad ascoltarti, quando poi però vedi con la coda dell’occhio una marea di gente che probabilmente ha sfondato il cancello principale e si sta già riversando in pista, non puoi fare altro che smettere di urlare e acconsentire all’invasione. Per noi non c’è nessun podio, nessun concerto e nessuna celebrazione. Noi dobbiamo aspettare il bus. Ma per evitare il panico generale, i bus non partiranno prima che la pista non si sia svuotata almeno parzialmente. Saranno scortati dalla polizia e procederanno a passo d’uomo. Insomma, non usciremo mai. Dopo il Gp, è tradizione per i commissari trovarsi al museo per un brindisi di ringraziamento offerto da Aci. Dobbiamo però prima uscire dalla pista, andare alla macchina, rientrare in pista e parcheggiare alla junior(il piccolo raccordo che collega l’uscita box con l’Ascari). Insomma un’odissea. Io e qualche amico, australiani compresi, dopo esserci velocemente abbuffati e rinfrescati con prosecco di dubbia qualità, abbiamo ancora una missione da compiere. La missione che giovedì è naufragata malamente. Missione paddock 2.0 Riceviamo la soffiata di un varco, a noi accessibile, non controllato. Nemmeno ci rendiamo conto e, attraverso il box Williams, portiamo a termine la missione. Siamo dentro. Come cinesi fuori patria fotografiamo qualsiasi cosa. Io come Alvaro Vitali spio nell’hospitality Ferrari mentre Mario Miakawa esce. La domanda è lecita. Mario, ma si può entrare? Il candore che si stampa sul suo volto e il sorriso che sfoggia, contrasta nettamente alla risposta ottenuta. "Mai, neanche tra un milione di anni, assolutamente no, scordatelo, toglitelo dalla testa, niete, negativo... mmhm, naa, noo, e naturalmente quello che preferisco in assoluto: l'uomo che cade nel burrone: Noooooo... puf…!" (cit.) Vabbeh poco male, c’è tutto un paddock da esplorare. Mi volto e gli australiani stanno parlando con qualcuno. ca**o è Camilleri. Lo abbracciano, fanno foto, mi tirano in mezzo. Diciamo che se volevamo tenere un profilo basso e non farci notare stavamo sbagliando su tutta la linea, e infatti nel giro di pochi secondi qualche guardia si avvicina e ci chiede gentilmente di lasciare l’area. Inizia una lunga trattativa in cui noi per guadagnare tempo e sbirciare ancora in giro ci offriamo di uscire di qua, poi di la, ma no dai, forse meglio di qua. Questo gigioneggiare porta risultati. Io guadagno un sefie con gli pneumatici che hanno portato Charles alla vittoria e un autografo del vincitore. L’autografo, sul libretto dei commissari, me lo tengo stretto, per il selfie con il treno di gomme invece scambio solo in privato al miglior offerente Usciamo Questa volta è finita per davvero. Ma non importa, finalmente posso dirlo. Sono un commissario di F1.
  9. 8 points
    A proposito di labiali, ne è stato tradotto uno relativo al dopo gara, con Binotto che ha preso in disparte Leclerc, per calmarlo e gli ha detto: « Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. »
  10. 7 points
    Io non ci ho pensato, infatti uno di quei 4 litri me lo sono ciucciato io, ad un certo punto, io che sono 3 volte più timido di Natural, mi sono ritrovato a chiacchierare con Stohr e Chatruc, in un italiano improbabile, come ne sapessi quanto loro Confermo quanto scritto dagli amici, giornata meravigliosa, grazie all'organizzazione, ai partecipanti e all'ospite d'onore. Ps: gli aneddoti di Stohr erano su Gilles, Reutemann e come si affronta il Carousel o come si sorpassa al Nordsclheife, non su Pirelli e penalizzazioni
  11. 7 points
     p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p p
  12. 7 points
    Voto adesso perchè lo spettacolo dell'ultimo secondo voglio godermelo in pace e anche perchè ho paura di dimenticarmi di votare Belle le metafore Vettel-Leclerc, su chi mangia più cotolette e chi beve più vino, chi cerca di portare un po' di figa ai raduni e chi la figa invece la va a cercare nel deep web, ma a me di ste robe non frega un ca**o quindi voto effe per belo orso di imagine, perchè il PB è fatto anche di voti a ca**o al limite della validità ma anche e soprattutto perchè quest'anno forumistico è stato caratterizzato da una grandissima perdita che mi piace ricordare soprattutto nella finale del Premio Bannato, perchè ogni volta che vedo l'avatar di effe un pensiero va al carissimo @maxilrosso.
  13. 7 points
    Allora eccoci qui. Correre sono andato a correre, chiavare ho chiavato (tranquilli niente di che: normale svuotatina di co****ni pre-cena), doppia doccia, così ora a palle vuote e succo di frutta sul comodino mi metto a ragionare di questo ultimo voto per il PB 2019. Decido inoltre di votare adesso perchè stasera so già che sarà una caciara memorabile, e io vorrei riuscire a vedermi mezzo film con la moglie prima di crollare dal sonno (o davanti al film stesso o appunto più tardi in cabina elettorale). Inoltre domani è lavoro tempo da prestissimo al mattino, quindi meglio non rischiare. Ci tengo anche a votare per chiudere così la mia prima serie di sempre con il voto in tutti i turni del torneo. Piccolo milestone raggiunto quindi. Allora, parliamoci chiaro. Questo è stato finora un gran torneo. Ben organizzato (nonostante lo scetticismo iniziale sulla formula a esclusione diretta per i sedicesimi), e con un bel numero di voti (affluenza di fatto costante dai sedicesimi fino (si spera) a questa finale). Complimenti quindi a @Kimimathias e al suo staff per il buon lavoro svolto. Ci sono forse alcuni dettagli da sistemare, ma se si continua su questa strada il torneo può certamente crescere ancora nei prossimi anni e diventare un appuntamento stabile del panorama merdoso di fine anno. Ora passiamo a questa finale. Curiosità mazzoniana: per la seconda volta nella storia del Torneo abbiamo un concorrente due volte finalista (il precedente fu lo Spa83 degli anni d´oro). Una finale tutto sommato giusta e almeno per quanto mi riguarda, ampiamente prevista (Pheeld potrà confermare). Si è già detto e scritto tutto, quindi non la farò lunga. L´unico vero scontro elettorale tra i due contendenti, a urne ancora praticamente deserte e dunque non influenzato dai risultati di voto parziali, ha visto un chiaro vincitore: effe. Come proprio Pheeld potrà confermare infatti, io stesso avevo ammonito il giovane Pheeldestinato dall´avventurarsi nel campo dello scontro generazionale (poco da fare, ne ho visti troppi di PBs). Bastava guardarsi attorno, fare un breve calcolo dell´età media (anagrafica e "sportiva") dei componenti di questa lurida fogna, per capire che non era questo l´argomento sul quale porre le basi per l´Hillary step del PB. Il post di Pheeld non mi è piaciuto (intendiamoci, in un´ottica di convincimento degli elettori e poi proprio di stile del vareso-bolognese). Inutilmente verboso, con un paio di similitudini piuttosto avventurose (ciccio vacci piano, le similitudini forumendoli-piloti-mondiali-storia del motorsport bisogna saperle fare: qui c´è gente che magari ha letto mooooolto meno di te, ma ha "visto" e vissuto un filino di più, in tutti i sensi). Certo, va dato atto al giovane Charlpippo di aver comunque condotto una campagna elettorale gradevole, mai banale, gentile e originale, e questo tentativo va comunque giustamente valorizzato. Non si è mai snaturato del tutto, pur essendo estremamente focalizzato sull´obbiettivo (lavora a questo torneo da più di un anno, si capisce), e proprio questo suo attaccamento estremamente rispettoso alla manifestazione va ulteriormente apprezzato. L´altro intervento poi, quello "programmatico" per un futuro migliore del forum e di questo disgraziato Paese, nuovamente l´ho trovato un filo ridondante. Mi è sembrato di ritornare ai tempi dell´elezione del rappresentante di classe (nemmeno di Istituto) al liceo, con gente che prometteva macchinette con le pizzette anche all´ultimo piano e latte e yogurt per il doposcuola (oltre alla fantomatica e mai effettuata gita scolastica a Biarritz). Insomma in questa finale, proprio Pheeld che voleva metterla sullo scontro generazionale ha mostrato a mio avviso il suo attuale (forse unico) "punto debole", che poi è un dato meramente oggettivo: la giovane età. Perchè sì, ricordiamoci sempre: questo è un bambino, di fatto. Talentuoso, col futuro in mano, ma (forumisticamente) un bambino. Deve crescere, fare esperienza, magari ingoiare un paio di rospi, insomma necessita secondo me ancora di quel tempo fisiologico di cui hanno avuto bisogno tutti i grandi campioni del passato e del presente (sì, effe compreso), specie dopo la "botta" di euforia iniziale. E´insomma una curva di apprendimento, un´immaginaria Singapore sling, insidiosa con i suoi cordoli che ti buttano facilmente a muro, i suoi peaks and valleys, pur sempre certamente con il verde speranza sullo sfondo. Certo, vincerà il torneo, e probabilmente anche meritandolo, ma stavolta, mi duole ma anche no, senza il mio voto. Perchè il mio voto va a effe. Ho riflettuto a lungo su questa scelta, ma devo ammettere che appunto dopo quel primo confronto elettorale, ogni dubbio si è facilmente sciolto. Il post "sulla passione" di effe resta una delle cose più belle che abbia letto negli ultimi due anni, überall. Non serve neppure commentarlo, ne rovinerei l´essenza. Mi bastano però i voti di chi mi ha preceduto e le relative motivazioni (tutte bellissime e assolutamente condivisibili) per confermare questa mia decisione. E a proposito di motivazioni: leggetevi quelle di @Rio Nero o Aviatore, e confrontatele con le motivazioni per il voto a Pheeld ("perchè è il mio preferito"; "perchè è mio amico", ecc...: voti di un pubblico appunto giovane, fresco, con ancora niente ruggine sui parafanghi; l´unico "bel voto" per Pheeld in questo senso, almeno finora, è targato Kimisanton, ma non avevo dubbi). Ancora una volta, si può capire quanto la "pancia generazionale" del forum abbia parlato ancor prima della simpatia puramente personale (curiosità mazzoniana: Pheeld è uno dei migliori amici proprio di effe, per dirvi della sensibilità e dell´innocenza di questo ragazzo, e anzi proprio effe ha scritto un paio di cose bellissime sulla carica empatica che il buon Pheeld sa generare intorno a sé). Effe ha saputo riassumere in "quel post" tutto quanto avevo forse dentro io stesso da un po´di tempo (sì, anche io mi ero rintanato in una scatola buia amico mio). E insomma, è la verità: siamo ancora qua, ca**o. Ora, due brevi note mentre mi avvio alla conclusione di questo mio voto. So che stasera come detto sarà un casino. Zombie, utenti sbannati (Nemesis), improvvisi ritorni (Froome?) e chissà cos´altro. Vi prego, non rovinate questo PB proprio alla fine (appello anche all´amico NBK: sì carina la supercazzola in giapponese, poi magari vota una volta per tutte e goditi il risultato finale qualunque esso sia). I due finalisti se la sono cantata e suonata fino in fondo, e secondo me meritano una finale comunque pulita, senza clown o fenomeni da baraccone che compaiono all´ultimo per rubare la scena e godersi un quasi capodanno di gloria effimera. Entrambi meritano di ricevere il trofeo e di alzarlo al cielo, lassù dove qualcuno li (e ci) ama. E domani, sono sicuro, avremo un grande Campione del PB. E tutto "mèrde" (cit. Alain Prost). Vostro devoto Asturias.
  14. 7 points
    "C´è un limite nella vita di uno sportivo, un muro che divide la normalità dall´eccellenza; può essere un momento o una partita come questa, se hai la forza di superarlo puoi alzare gli occhi, guardare la luce, e pensare di non avere più confini". Un´Estate di qualche anno fa, nella calura del pomeriggio al Voksparkstadion di Hamburg, passai queste semplici righe al collega Fabio Caressa perchè le leggesse come intro alla partita Italia-Ucraina, quarto di finale di quell´irripetibile cavalcata. Fabio mi ha inviato proprio in queste Feste i suoi Auguri e una foto con quel biglietto, che ancora conserva tra i racconti dello Zio e le ricette di cucina della moglie. Ora io le ripropongo a voi, di nuovo all´alba di un quarto di finale che si annuncia tanto infuocato quanto ingrassato causa baldoria natalizia (curiosità mazzoniana: Beyond è risultato alla pesa del mattino già ben oltre il limite di peso per la categoria mediomassimi, giusto in tempo per il match di Natale contro il massimo leggero cubano Yuniel Dorticos per il titolo di categoria; succede nella classifica dei più in carne del forum ad un insospettato e insospettabile Kimisanton, la cui carriera dirigenziale corrisponde ad un irreversibile declino fisico che lo porta ormai a muoversi solo in video). Per me nuovamente un voto mattiniero, a seggi deserti (curiosità mazzoniana: è la seconda volta in carriera dopo gli ottavi di finale di questo stesso torneo, quando votai intorno a metà pomeriggio in preda all´oblio da giorno libero infrasettimanale). Non avrò lo scroto anti copia in mano stavolta, avendo già provveduto al segone della Vigilia. Dunque palle vuote, amore e fantasia, e via a votare. Ruberekus VS Beyond: scelta piuttosto facile, almeno quest´anno. Sfida che tra l´altro si ripete credo per una federer-nadalesca volta, e sfida anche tra due ex campioni. Dicevo scelta facile: infatti il mio voto va molto chiaramente a Ruberekus. Beyond ha fatto il suo tempo, poco da dire. Promette meno tasse a famiglie e imprese, premi (perdonatelo: nelle antiche lingue tuareg non esistono parole quali "riconoscimento" o "torneo": solo "premio"), e qualche maquillage grafico al forum, per altro cosa di cui non si occupa in prima persona. Beh che dire: me lo aspettavo. Intendiamoci, Beyond è e resta un grandissimo. Sono stato suo king maker tanti anni fa nell´Inverno della sua scalata al titolo, ma parliamoci chiaro: era decisamente un altro Beyond. Più giovane e bello, più aggressivo e meno politico, con ancora tanti sogni e desideri, e una sorella a Montreal. Quest´ultima c´è ancora, ma tutto il resto ahimè è destinato alla polvere del tempo e della nube piroclastica. Non è poi un mistero, certo, che proprio Beyond stia meditando il ritiro a fine 2020, pronto com´è ormai per una scrivania f(i)ca in quel di Detroit. Un po´mi mancherà, il nostro angelo Gabriele, ma è giusto che a questo punto passi la mano. A chi? Beh, proprio a Ruberekus. Da DT a TP, passando per il PB. Giusto così, premio a una carriera da capo della Santa Inquisizione del forum, è chiaro che ora si debba voltare pagina dopo il beyondismo permissivo dell´ultimo decennio per dare spazio a una nuova classe di forumendoli, più seri, cattivi e consistenti. Gente che banni altra gente, o che si banni da sola a propria insaputa. Mani sporche e alito pesante, insomma fogna hardcore. Punto in più a favore di Rube: ha addolcito leggermente il suo leghismo, passando dal livello "podio di Monza con bandiere della Padania" a quello "felpa con scritto nome di pilota a caso". Ovvio che pure lui stia aspettando il 2021 per l´arrivo di Lewgend (non arriva, non arriva), curioso quindi di vederlo al prossimo cambio di regolamento. The-Flying-Finn VS S. effe: qui le cose si complicano. L´effe contemporaneo mi piace molto, ho già avuto modo di specificarlo in occasione degli ottavi di finale. Si conferma grande esperto di lato b dell´esistenza, e più in generale dispendia la sua presenza sul forum con una metrica e una ritmica comunicativa tutta sua. Potrebbe certamente anche essere scambiato per il classico tuttologo da Spritz, e in questo senso capisco le remore di chi lo accusi ancora oggi di aver avuto un ruolo fondamentale all´epoca dell´uscita del dossier Citrella. Io voglio vedermi garantista in questo caso, e aspetto che le carte facciano il loro corso nei porti delle nebbie di là dal Po, nel frattempo dunque sospendo il giudizio. E il voto, che va a... ...che va a The Flying Finn. Niente da fare. Il conterraneo (e compaesano) del grande Hannu Manninen continua a regalarmi un torneo davvero sorprendente. Anche lui pare aver addolcito leggermente i toni nel corso di quest´ultima stagione, e di sicuro il quarto figlio in arrivo ai primi di Febbraio qualcosa vorrà pur dire; di sicuro, la sua più bella scommessa, ovviamente vinta. L´ho già votato per le affinità elettive su una F1 che non c´è più. L´ho votato anche per la comunanza di interessi per il mondo a due ruote e pedali (anche in questo caso, con un velo di nostalgia ad avvolgere l´asfalto). lo voto ora perchè...perchè semplicemente è un nostalgico, come il sottoscritto. O meglio, lui stesso è un pezzo di nostalgia. Di un´epoca e di un forum che non c´è più, a colori opachi e niente social; solo chilometri, pantografi e carta. Non sopravviverà alle semifinali ovviamente, ma voglio comunque dargli il mio sostegno fino all´ultima tappa possibile. Aerozack VS PheelD: scelta facile, e lo dico un po´a malincuore. Abbandono per questo turno il voto al fratellino Aerozack che avevo sostenuto finora, e do il voto quindi a Pheeld. Aerozack, spiace dirlo, si sta sporcando. Un anno fa cadde abbastanza facilmente nel vortice a tinte m***a attivato dai maestri effe e finn, e io stesso già segnalai quanto fosse facile e pericoloso, per l´identitá forumistica dello stesso Aerozack, finire a parlare una lingua che non è la tua. Non mi piace chi accetta che si dia della t***a alla propria moglie o fidanzata, non mi piace la volgarità insistita e vagamente sessista (crucco attento...), e in genere chi parla di quanto scopa dopo un po´stufa (per altro continuando a navigare nella polvere). No, non ci siamo. Certo, pretendere di nuovo un Aerozack dei primissimi tempi, quello che raccontava con spensieratezza delle sue pedalate sul lungomare di Bari, è forse troppo...ma resta il fatto che questa versione del pupo di Bari vecchia poco piace, e ben poco invita a un voto. Può e deve fare di più, e soprattutto può e deve fare di suo. Dall´altra parte appunto Pheeld. Ha già un posto in finale, chiaro, e visto che razza di tabellone c´è lassù, credo abbia ormai il titolo in mano. Il mio è un voto di stima e sostegno convinto a questo giovane forumendolo, entrato in punta di fake e subito affermatosi come esponente più convinto della nuova guardia, entusiasta fresca e vagamente nostalgica (come ha dipinto perfettamente il Maestro Bellof: nostalgica di un´epoca che non ha vissuto). Già questo me lo rende simpatico, senza contare tutti i motivi che già mi hanno portato a votarlo in questa edizione del Torneo. Conoscendolo, so che non vorrà altri complimenti mielosi dunque...keep it up young fella. KimiSanton VS Natural Blonde Killer: ed eccoci all´ultimo quarto di finale. Un quatro di finale vagamente "meh", per citare Rube. Per Kimisanton valgono stavolta un po´le parole espresse per Beyond, esclusi gli insulti ovviamente. Non ne ha più per arrivare lì in alto, e la sensazione è quella di un Santon svuotato dall´indimenticabile cavalcata fino alla finale di qualche stagione fa. Conosco i motivi di questo suo "calo di intensità" fognario, e li apprezzo e rispetto con convinzione. Sarà il primo italiano di sempre a rivestire il ruolo di GM per una franchigia NBA (Toronto se Masai va via?), e ad oggi il suo indimenticabile pezzo sul sesso via Skype resta nella hall of shame della fogna di tutti i tempi, al pari della polemica (per altro costruita con la solita maestria) sul caso Ciccia-Catozzi. Anche per lui sono lontani i tempi del co****e di Joseki, e in questo nuovo decennio non sara certo un "orribile" a proiettare Kimi nel gotha del firmamento spam-insultante e sporco di questo forum. C´è chi lo vorrebbe al posto di Rube una volta che quest´ultimo sostituirà Bey al ponte di comando...sì, benissimo dico io, ma serve che il nostro nippo-milanese torni a vestire felpe sudate e calzini bucati. Curioso di vederlo all´ultimo ballo del suo idolo Vallteri. Dall´altra parte Natural Blonde Killer. Vecchio utente poi tornato, età indefinibile, così come i gusti sessuali (dei quali per altro ci frega il giusto). Gli va dato atto che non ha davvero paura di esporsi e presentarsi per quello che è, ovvero un tifoso ultra di Jarno Trulli. Non so se sia abbastanza vecchio da aver visto Jarno Trulli correre; lo fosse, non mi piacerebbero i suoi riferimenti alle minorenni. Non lo conosco, ma lo seguirò con la dovuta attenzione nella prossima stagione. Il mio dunque è un voto alla fiducia a NBK, destinato poi comunque al massacro contro Pheeld. E´tutto gente. Berlino si avvicina. Merry Asturias a tutti.
  15. 7 points
    Sembra che il chiacchericcio dia per spacciato bey ai quarti e sicuro vincitore del rorneo il buon Fil. Per me Fil è, al momento, il favorito ma conosco la fogna e so che è meglio non dire gatto...se non ce l'hai nel piatto. E per averlo nel piatto la miglior cosa è puntare verso Vicenza.
  16. 7 points
    sterla VS Ruberekus: sterla utente molto simpatico e diretto, ma continua ad essere refrattario al credo leclerchiano. Obiettivamente Rube merita di più tra i due, anche perché ogni ban di Illuzzo è un orgasmo. Beyond VS S. Bellof: Potrei definire Beyond un cesso d'uomo che ci si puo' cagare dentro, uno che scopa per il gusto di scopare, per il quale provo un senso di schifo fisico, alla stessa stregua delle troie aziendali e delle troie e dei troyi uomini che si sposano per avere una vita comoda, uno dei Farisei e dei Sadducei dei nostri tempi, uno sputasentenze di tutti i tempi e di tutti i luoghi (io ne ho avuto una in famiglia, adesso ce ne ho un'altra). Ma non lo farò, e mi limiterò ad autovotarmi per rendere meno amara la pettinata che mi ha dato. ggr VS The-Flying-Finn: Finn ha già votato quindi posso sconvolgerlo e votare per la prima volta per lui. 100.000 post di scoregge, bici, treni e Bottas, ma avrà anche dei difetti. Hunaudieres VS effe: Un po' come per sterla, mi piacerebbe votare lo snobbatissimo Huna ma obiettivamente effe ha fatto molto di più per entrarci nel buco del cuore con i suoi post rimmanti e abbondantemente mozzarellosi. È il classico utente che sul forum perde un po', perché tutte le ca**ate e bestemmie che dice farebbero ben altro effetto di persona e dette con un certo tono. Aerozack VS crucco: volevo pugnalare quel diversamente etero e dotto studioso delle tettine di Vettel di Aerocoso ma pugnalo il pretino con la Z3 e 500tb di gif e immagini stracciapalle, sperando che chi vinca venga piallato ai quarti. Kimimathias VS PheelD: PheelD continua a pettinare pezzi grossi senza pietà. Ora che tutti lo lodano per il suo impegno cone organizzatore, scommetto che sfonderà la min**ia con i raduni ancora di più. Voglio alimentare le speranze di remuntada di Kimimathias, fin qui ingiustamente snobbato, perché amo gli ossimori e quindi devo preservare un leghista dotato di neuroni KimiSanton VS lucaf2000. L'unica sfida su cui sono indeciso. Il delicato finnofilo prossimamente mod o lo sboccato gufo friulano terrone? Mi limito a restituire pan per focaccia (anzi, pizza del Conad) a Luca, tanto i punti si danno stasera e lui ha già vinto. Natural Blonde Killer VS Leno. Ormai Leno campa per inerzia, come Beyond. Posta volpi e lo votano, anche se nel corso dell'anno appare giusto per scrivere qualche sporadica lode al pilota più sculato della storia. Nel timore che a NBK possa piacere se lo pugnalo alle spalle, voto per il mio intersessuale nazigay preferito.
  17. 7 points
    sterla VS Ruberekus voto rube perché ha ripreso a postare animali morenti Beyond VS S. Bellof voto beyond perché bellof è un renziano ggr VS The-Flying-Finn voto finn per rimediare del non voto nel turno precedente Hunaudieres VS effe voto effe perché mi ha mostrato il ciuccio in pv Aerozack VS crucco sono indeciso Kimimathias VS PheelD voto pheelID perché ama il risveglio della farfalla KimiSanton VS lucaf2000 voto kimisanton perché l altro non so chi sia Natural Blonde Killer VS Leno voto leno perché mi ha votato
  18. 7 points
    Ed eccomi qua Permettetemi di uscire di scena in maniera maestosa citando un bel monologo, sentendomi un mezzo boia Ezechiele 25.17: «Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te»[2]. Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una str***ta da dire a sangue freddo a un figlio di putt*** prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l'uomo malvagio e io sono l'uomo timorato, e il signor 9mm, qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l'uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che tu sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore. Spa_83: l'ho sempre trovato esilarante quando si incaponiva sulle ragioni delle proprie convinzioni in materia di Halo e altro, ma mi fa anche tanta tenerezza. Rio Nero: Oggettivamente merita per quanto si sbatte a rompere la min**ia a tutti, a me in primis; è il mio Lupin e in realtà senza lui nemmeno il più fallimentare Vettel riuscirebbe a strapparmi un sorriso; inoltre voglio che perda sperando di vincere, è ancora presto... Panoramix: voglio che vada avanti una nuova leva e questa qui mi è sempre piaciuta per la sua affidabilità e i suoi indizi sulla malafede nella F1 S.Bellof: non ho mai goduto Cla quando era un mostro sacro, lo conosco poco; diversamente sbellof mi odia e quindi voglio che si senta in colpa Ggr: è un antivetteliano, "puoi scoparti anche mia sorella", ma ti amerò fintanto che darai del bollito al crucco F.126ck: a differenza di Finn (traditore), ho conosciuto la sua semplicità e l'ho apprezzato per schiettezza e poi è veneto e come ben sapete ho un debole per loro Joseki: qui non c'è una preferenza, per me è patta, conosco poco entrambi; la verità è che mi sono lasciato convincere dai pochi ricordi che ho di uno a differenza dell'altro, di Huna ricordo poco effe: con effe sta nascendo un bel rapporto, oramai l'ho mandato in confusione su quali siano i miei veri natali (si chiede perchè parli milanese, lo sapessi glielo direi), bestemmiatore e segaiolo seriale, quali altri motivi per non amarlo? Aerozack: inutile fare buonismi, me la gioco fino alla fine forzaferrari88: come ho già detto, voglio che le nuove leve spicchino il volo; insider di livello, come rio, instancabile promotore della sua campagna, è ferrarista ed è vagamente antidemocratico (sportivamente parlando); crucco mi perdonerà, ma tanto mi farà il culo se passerò. kimimathias: altro veneto che stimo tantissimo; ha caricato su questo personaggio dedito alla causa di Rio e io non ci crederò mai, anzi, credo che il volpone stia cavalcando sapientemente la situazione e sinceramente vorrei che vincesse PheelD: banalmente lo voto, oramai è salda la nostra amicizia, instancabile organizzatore di raduni, ragazzo di gran cuore , condivido con lui diverse vedute su vari argomenti Kimisanton: avrei voluto votarti caro @Illy ma la pugnalata mi ha veramente ferito Lucaf2000: oramai siamo una coppia infallibile quando si tratta di perculare il buon Rio o lo stesso Ferrarista Natural Blonde Killer: non mi dimentico del mio scopatore seriale teenlover, anche se lui lo ha fatto con me spezzandomi il cuore, ma non il buco del c Leno: Grazie Chatruc per il voto, ma il buon Leno mi ha spiazzato votandomi... finalmente il "saprò chi sei" per me avrà un valore affettivo E ora andate tutti malamente in @ferrarista
  19. 7 points
    Spa_83 vs sterla - sterla è sempre stato un dito in culo, voto spa. Ruberekus vs Rio Nero - Da rube un voto per il nuovo collega me l'aspettavo ma non dal napoletano puzzolente di rio. Beyond vs panoramix - voto beyond perché può sempre far comodo un moderatore amico ClaudioMuse vs S. Bellof - mi ha votato quindi ricambio. Jordan vs ggr - jordan mi ha votato contro e io non dimentico. F.126ck vs The-Flying-Finn - questo è stato difficile ma voto f126 tanto a finn non interessa niente del torneo barbato, pensa solo a guadagnare per assicurarsi una bara sfarzosa. Haunaudieres vs joseki - voto joseki perché per scrivere il suo nick impiego meno tempo. effe vs Alex_Ferrari - non posso non votare per il mio alexino, del resto da quando effe lo ha preso rotto in culo non è più lui. White Star vs Aerozack - voto il primo perché l'altro è ghe. crucco vs ForzaFerrari88 - ricambio il voto per il mio juventino preferito. Nemesis vs Kimimathias - voto nemesis perché sono da sempre un amante di resident evil. PheelD vs Asturias - PheelD perché mi ha difeso di la alle accue di trollaggio da piùpilu. KimiSanton vs Illy - KimiSanton perché è riuscito ad autovotarsi. lucaf2000 vs Ferrarista - ferrarista perché l altro mi ha votato contro. Natural Blonde Killer vs Mito Ferrari - vedi sopra. Leno vs chatruc ricambio il voto.
  20. 7 points
    hai rotto il caz.zo con sti tag, porco ***
  21. 7 points
    Spa_83 vs Sterla: per la solita pacatezza con cui esprime i suoi giudizi Ruberekus vs Rio Nero: mi spiace Rio ma hai detto che vuoi farti da parte, quindi ti agevolo, e poi come noto io sono attaccato alla poltrona (ti voglio bene lo stesso comunque) Beyond vs Panoramix: scelta difficile, panoramix si è distinto parecchio quest'anno, però Beyond non può uscire subito e va premiato per averci regalato il lewisito e il fernandello Claudiomuse vs S.Bellof: cla ormai è un nobile decaduto che fa solo qualche comparsa per sfottere F (Alonso), voto Bellof che è un fedele compagno di rosik in quella landa di dolori chiamata ferrarismo Jordan vs Ggr: voto scontato per il più simpatico degli hamiltoniani F.126ck vs The Flying Finn: altra scelta difficile, alla fine devo votare per Finn che comunque è sempre una colonna portante del forum, anche in un anno in cui è stato un po' meno presente e (incredibilmente) un po' meno molesto del solito Hunaudieres vs joseki: huna perché l'altro è proprio desaparecido e appare solo per sfottere Vettel Effe vs Alex_Ferrari: ero convinto di votare per Alex che è stato un piacevole e inaspettato compagno di rosik durante l'anno, ma vedo che mi ha schifato quindi sticazzi, vai effe, rimmatelo a sangue Aerozack vs White Star: scelta difficile, mi stanno simpatici entrambi, voto per Zack giusto per la tenerezza che mi fa quando mi pinga nella chat omoerotica del forum Crucco vs ForzaFerrari88: altra scelta difficile, per crucco ho sempre votato negli anni passati, quindi vada per il nuovo che avanza, che per altro ha l'incredibile pregio di odiare la Mercedes più del sottoscritto Nemesis vs Kimimathias: si possono eliminare entrambi ? no ? vabe, vada per Mathias giusto per l'impegno che sta mettendo in questo torneo PheeID vs Asturias: purtroppo il poeta del forum è stato un po' troppo assente per pensare di poterla spuntare contro Phil che quest'anno si è ottimamente impegnato nell'organizzare raduni (perlopiù flop, ma conta l'intenzione) KimiSanton vs Illy: il cuore dice Illy, la ragione Santon; sono sempre stato più razionale che emotivo Lucaf2000 vs Ferrarista: altra scelta difficile, Past però è un po' scomparso e poi ha detto che quest'anno vuole prendersi un sabbatico, dunque voto Luca anche per tutte le feste che mi ha fatto al raduno Veneto Natural Blonde Killer vs Mito Ferrari: Mito giusto perché l'altro non so chi cazzo sia Leno vs Chatruc: mi perdonerà il porno moderatore, ma Leno è Leno, voto scontato
  22. 7 points
    Scusate ma abbiamo fatto doppietta, come non accadeva da 2 anni, in questa stagione è un autentico miracolo. Perché siete ancora qua a perdervi dietro le ca**ate? ma chissenfrega chi ha vinto, Seb ha fatto una bella gara, ha avuto l'occasione di passare davanti, con un outlap tirato alla morte. E' finito in testa ed ha gestito senza problemi il gruppo, considerando le continue SC. Io sono contento, se vinceva Leclerc ero contento uguale, porca t***a abbiamo fatto doppietta, DOPPIETTA. A volte penso che meritiamo di mangiare m***a e vedere i crucchi dominare. Se anche quando facciamo 1-2 sappiamo comunque rompere le balle, non ci meritiamo nulla.
  23. 7 points
    mi piacerebbe vincere a Suzuka, la pista più bella del mondo dove non vinciamo da una vita.
  24. 7 points
    Vabbè ingoia può essere riferito a tante cose mica sempre quella... Ingoiare un boccone amaro per esempio. Sono sicuro che mircocatta iintendesse quello
  25. 7 points
    Si ma non potete lanciare le frecciatine poi dire "non aggiungo altro". O dite le cose o non dite proprio niente, le cose a metà le ho sempre detestate.
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00


×